L’Epopée de Baba Merzoug. Le Canon d’Alger

B. Babaci, L’Epopée de Baba Merzoug. Le Canon d’Alger, colorset, Alger 2010

“Non è possibile raccontare la storia del nostro paese tacendo quella del cannone leggendario, Baba Merzoug, che potrebbe cominciare con C’era una volta…”. Così Babaci apre questo volume (p. 13) che narra la storia di un cannone, Baba Merzoug appunto, considerato il ‘patriarca’ dei cannoni di Algeri, tutti noti con un nome. Del peso di due tonnellate circa e  della lunghezza di sette metri – mai raggiunta da altra arma pesante – aveva una potenza di fuoco devastante, tanto da dare scacco per decenni alle flotte nemiche che osavano avventurarsi nella baia di Algeri.

Una parte della storia dell’Algeria può essere raccontata anche così, prendendo a tema la storia di questo cannone che, una volta caduto nelle mani degli invasori è stato portato in occidente (guarda un po’), in Francia, a Brest, dove si trova oggi  nell’indifferenza generale, come uno dei tanti deportati. Il cannone ci racconta di Arroudj, dei dey di Algeri, delle relazioni con la Francia, della corsa.

Nella prefazione al bel volume, Mohamed Benamar Zerhouni chiede che sia restituito all’Algeria.

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