Le Mille e Una Notte: la terza ora al Piccolo Teatro Grassi

 

 

 

 

 

 

 

Ieri si è svolta una performance teatrale al Piccolo Teatro Grassi incentrata sulle Mille e Una Notte. In particolare ho assistito alla terza ora dedicata all’Eros (della prima, quella sulla Morte ho già parlato qui). Non voglio tanto scrivere l’ennesima recensione sullo spettacolo, che mi è piaciuto molto, quanto fare alcune considerazioni su questa modalità di proporre un testo considerato per certi versi “classico” rendendolo molto attuale. La terza ora si basa principalmente su Il giardino profumato di an-Nafzawi, che costituisce la cornice all’interno della quale vengono inserite alcune storie delle Mille e Una Notte opportunamente scelte e interviste fatte dalla regista Silvia Rigon a donne non più giovani sulla sessualità e l’eros, il tema principale.

All’inizio dello spettacolo viene proposta al pubblico una domanda (che qui parafraso): il testo di an-Nafzawi ha ancora qualcosa da dirci, è ancora attuale il suo contenuto? La risposta è sicuramente sì, Il giardino profumato risulta essere un testo assai attuale, soprattutto quando messo in relazione alle risposte raccolte da Rigon che sono molto molto simili a quanto espresso da an-Nafzawi. E quindi il testo ci parla: ha parlato a me, ma anche a mio figlio (22enne), col quale ho visto lo spettacolo, e mi pare quindi che l’obiettivo sia stato centrato.

È così che i “classici” dovrebbero essere trasmessi. Piuttosto che ore di lezione noiose per chi studia ma anche per chi insegna davanti a espressioni che dicono quanto poco siano coinvolx, il teatro e le performance in generale vanno dritti al punto e catturano l’interesse e solo dopo, allora, si può fare un discorso più approfondito.

Questo naturalmente vale per qualunque argomento. Voglio dire, gli strumenti ci sono, li abbiamo, basterebbe utilizzarli.

 

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