La scrittura araba e il progetto Decotype

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Stefania Cantù-P. D. Corda, La scrittura araba e il progetto Decotype. Dai manoscritti alla calligrafia informatica, Sedizioni, Milano 2013.

Come alcuni già sanno, incoraggio sempre le studenti, ove ne valga la pena, a dare un seguito ai lavori che hanno incominciato in occasione della stesura della tesi, di triennio o specialistica che sia.

Questo di Stefania è un volume che nasce dalla sua tesi di laurea triennale, svolta con Alba Fedeli. Dopo tre anni e una specialistica è finalmente riuscita a realizzare la pubblicazione. Il progetto è estremamente interessante: intanto per come è stato realizzato, ossia in continua relazione e collaborazione con Thomas Milo, realizzatore di Decotype (un attimo di pazienza e dirò cos’è) e che sta alla base del software Tasmeem, che ha scritto la prefazione. Anche l’impaginazione è frutto di collaborazione: è, infatti, stata realizzata da una grafica libanese, che dunque ha a che fare con l’arabo quotidianamente e devo dire che, anche solo sfogliando il volume, si vede.

In due parole Milo ha compiuto uno studio per creare un sistema che permettesse di rendere la scrittura araba digitale secondo le proporzioni e il sistema della calligrafia. Scrivere in arabo al computer diventa così un piacere, niente più spazi bianchi fra le lettere, proporzioni e legature semplicemente fantastici realizzati a partire da uno studio meticoloso dei manoscritti nei diversi stili calligrafici. L’idea stessa di Decotype riesce a realizzarsi grazie alla collaborazione di più individui che hanno operato in un’ottica fortemente interdisciplinare.

Un libro quindi bello esteticamente e dal punto di vista del contenuto, scritto con passione e serietà. Utile sicuramente a chi si occupa di grafica, ma anche a chi si occupa di arabo e di scrittura araba e di manoscritti e dimostrazione che, quando si trovano le volontà non-arabe e arabe (autori, editore, grafici) collaborare è possibile e il risultato è sempre superiore al lavoro individuale.

 

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