Algeria tra autunni e primavere

 

 

 

 

 

 

 

 

Karim Metref (2019). Algeria tra autunni e primavere. Capire quello che succede oggi con le storie di 10 eventi e 10 personaggi. Firenze: Multimage.

Dal febbraio 2019 tutti i venerdì milioni di persone scendono in piazza in Algeria per manifestare. Non solo. In Francia tutte le domeniche migliaia di algerini si radunano a Place de la République per manifestare (per inciso le manifestazioni in Francia hanno anche la doppia valenza di segnalare ai colonizzatori dell’Esagono di non farsi venire in mente strane idee) e molti prendono l’aereo nel week end per partecipare alle manifestazioni ad Algeri per rientrare in Francia la domenica sera. Lo stesso accade in altri paesi europei anche se i numeri sono minori. Non accade solo ad Algeri, come dico spesso Algeri non è l’Algeria e la forza del movimento sta a mio parere proprio nel fatto che la mobilitazione è veramente generale; a est, regione storicamente importante e persino nel profondo sud.

Oggi, a otto mesi dal primo hirak, credo che le algerine e gli algerini abbiano dimostrato a tutto il mondo chi sono (lo so, non sono obiettiva ma non mi importa nemmeno esserlo, l’obiettività non esiste). Eppure il “mondo” non si interessa particolarmente di loro. E già, niente bambini affamati e vestiti di stracci da mostrare, niente cadaveri per le strade. Solo dibattiti condotti dalla società civile. Incredibile: Ma come è possibile se da sempre si sostiene che nei paesi arabi (e in Algeria in particolare scritto su libri nero su bianco) la società civile non esiste?

Questa breve premessa per dire che il libro di Karim Metref è forse l’unico testo in lingua italiana che permette a chi desidera saperne di più di farsi un’idea che non è quella degli storici nostalgici del colonialismo. Trattando un tema che è “in progress” – Metref sta già pensando a un aggiornamento – l’autore ha scelto di suddividere il volume in due parti. La prima, ripercorre a ritroso dal 2019 al 1956 dieci avvenimenti fondamentali della storia algerina e la seconda tratteggia la figura di dieci personaggi attivi più o meno nello stesso periodo.

Per capire quanto accade in questi giorni, infatti, è necessario sondarne le cause che risalgono indietro nel tempo, forse proprio perché le algerine e gli algerini non hanno ottenuto lo stato al quale aspiravano dopo l’indipendenza. La resilienza del paese è stata alimentata soprattutto grazie alla memoria che gli algerini e le algerine hanno conservato per resistere e manifestare oggi. Per questo è  necessario capire il dipanarsi degli avvenimenti dal 1962 a oggi.

Consiglio la lettura di questo libro a chi voglia saperne un po’ di più ma anche e soprattutto a chi fa analisi basandosi sul nulla o peggio utilizzando gli stessi schemi per qualunque paese arabo, se non altro per acquisire alcuni dati.

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