La donna dei miei sogni

F. al-Farùq, “Imra’ li-ahlàmi” in Lahza li-ikhtilàs al-hubb wa qisas ukhrà, Dàr al-Farabi, Bayrùt 1997, pp. 33-37

La donna dei miei sogni

Mi piace chiamarlo “filosofo” per il semplice motivo che lo è davvero. La vita, secondo lui, è un uovo, e l’uovo somiglia al mondo e il mondo è un punto, l’essere è un punto, egli è un punto e io sono il punto più importante nella sua vita. Almeno questo è quello che mi dice.

A volte mi chiama “uovo”. Quando gli chiedo ammiccando cosa significa per lui un uovo, risponde senza esitare: “La vita è un uovo, Uovo”. Sono passati cinque anni da quando ci siamo conosciuti. Ora è giunto il momento di dare un senso alla nostra relazione.

Insegna filosofia, sospesa nell’albume di questo “uovo”, in una scuola secondaria, e io insegno chimica, che non significa nulla per i miei studenti tranne che in relazione a come fabbricare una bomba.

Il mio studente sobbillatore, ‘Umar Hassùn, chiede costantemente: “Quando ci costruiremo una bomba prof.?” In effetti non so quando ci si presenterà l’occasione di fare una bomba insieme, e anche il filosofo non risponde alla domanda. Resta a guardarmi come se avesse perso qualcosa nei miei lineamenti e non profferisce parola per un’ora intera. Invece, continua ad accarezzarsi la barba che non si è fatta da molto tempo… del resto è un filosofo! ed è suo diritto comportarsi in modo eccentrico fintanto che non sono sua moglie. Volevo sussurrargli questa verità stabile nel mio cuore da tempo. Ma la domanda del mio studente ‘Umar Hassùn zittisce le parole che ho sulla punta della lingua.

Infine, ho deciso di sottoporgli nuovamente questa domanda: Quando sarà possibile fare una bobmba insieme, mio deforme filosofo? Non è una bugia che ho inventato, è deforme di natura. Le orbite dei suoi occhi protendono dal così tanto contemplare e i suoi denti lunghi somigliano alla grande muraglia cinese. I capelli stanno sciolti sulle spalle dai tempi in cui era studente all’università. Ancora non capisco ciò che mi lega al suo fisico… più vicino alla bruttezza che alla bellezza, ma a volte non mi stanco di guardarlo…

Gli piace sempre discutere le faccende secondo la loro importanza, le classifica, inventa nomi strani per le cose che conosciamo, pone molte domande su ciò che riteniamo intuitivo, lui è diverso…

Continua a fissarmi mentre aspetto da lui una risposta con la quale soddisfare “‘Umar Hassùn”, il sobbillatore. Era la mia occaisone per immergermi oltre il grasso dei suoi occhi fino all’incoscienza dei suoi pensieri. Vediamo, oggi si deciderà è fisserà una data per il nostro fidanzamento, una data per il nostro matrimonio, una data per farla finita con tutti i nostri appuntamenti “rubati” allo “Studio Luce”? Si deciderà oggi?…

– Pensi al nostro matrimonio, filosofo?

– Uovo…, amore mio, quando parli di matrimonio sembri stupida come tutte le donne quando passa loro per la testa l’idea del matrimonio.

– Ma il matrimonio è il legame vero fra…

– (mi interrompe) Non possiamo fabbricare la bomba perché pensiamo sempre a costruire relazioni salde fra di noi… pensiamo… pensiamo…

Cosa sta dicendo qesto pazzo? Riempie il mio sentire di ansia, in un batter d’occhio trasforma la mia identità in quella di una prostituta (secondo le convenzioni).

– Ma io ti amo. Ti amo. Desidero continuare la mia vita con te. Capisci che per me è difficile fermarmi a questo punto, che non rappresenta il giusto coronamento di quel che ho cominciato con te…

– Perché non sei una donna fuori dalle convenzioni? Perché non sei una donna eccezionale, che non la fa finita con l’acquisto di un documento sul quale si afferma che da un certo punto di vista è un documento di rispettabilità? Perché non sei una donna per i miei sogni, che cresce nelle mie ricerche, nei miei studi e nella storia? Sì, ti voglio la donna dei miei sogni, uovo. Ti voglio vibrante per sempre, non ti voglio moglie, una donna per il cibo, per i figli, per i pianti, per gli inviti a pranzo e a cena, una donna per loro, non ti voglio così…

Tutti gli uomini mentono, mentono tutti. Anche il filosofo, dopo un anno da questa storia ha sposato un’altra, ci ha fatto dei figli, nel frattempo dandomi una carta permanente di “dissolutezza”, risultato della mia relazione con lui allo “Studio Luce”, e io non ho trovato un marito con cui poter risolvere i complessi con cui mi ha colpito il filosofo; allora sono tornata da lui per essere la donna dei suoi sogni…

La cosa strana è che dopo il suo matrimonio non riesco a sopportare la domanda di ‘Umar Hassùn “Quando ci faremo una bomba?” Mi sembra che mi dica: “Quando avrai una relazione seria con il tuo amante? Quando ti sposerai?”

Ho cominciato a odiare la sua domanda, il suo volto, la sua presenza, e gli ho dato la descrizione di come fare una bomba tradizionale, l’ho fatta finita con le domande, poi l’ho completamente dimenticato e mi sono trasformata solamente in una donna dei sogni.

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2 risposte a La donna dei miei sogni

  1. Questo racconto è un pugno in pieno stomaco. Lo stampo e lo salvo, grazie per averlo messo a disposizione.