World Bibliography of Translations of the Meanings of the Holy Qur’an

World Bibliography of Translations of the Meanings of the Holy Qur’an. Printed Translations 1515-1980, compilata da I. Binark e H. Eren, a cura di E. Ihsanoglu, Research Center for Islamic History, Art and Culture, Istambul 1986.

Tra le pregevoli pubblicazioni dell’IRCICA e finanziata dal Call for Islam Society libico, questa bibliografia raccoglie le traduzioni del Corano pubblicate nel periodo specificato per 65 lingue.

Un’ampia introduzione (pp. XVII-XCIX) presenta la storia della traduzione del testo con le differenti opinioni degli studiosi arabi riguardo alla possibilità di trasmetterlo in lingue diverse da quella araba, sottolineando la tensione fra la lingua in cui è scritto e l’universalità del Messaggio.

Per ogni lingua – da Afrikans (1) a Yoruba (65) – vengono in seguito fornite informazioni sulle prime traduzioni, evidenziando, ove necessario, le divergenze fra gli studiosi in relazione alla datazione o alla collocazione della traduzione in oggetto.

l’Introduzione si chiude con una tabella che riporta, per ogni lingua, la prima traduzione completa, una che riporta la prima incompleta, e una tavola statistica, nonché con una vasta bibliografia ragionata e note.

La bibliografia si snoda per circa 700 pagine ed è seguita da un indice dei nomi, da un indice dei titoli, da un indice cronologico e da una traduzione in lingua araba di parte dell’introduzione.

Sono entrata un po’ nel dettaglio della struttura del testo, derogando un po’ dalla mia convinzione che non si debba essere descrittivi, perché il volume è un pubblicazione non occidentale.

Sfogliandolo mi è venuta in mente l’affermazione recentissima di una studiosa che, nella prefazione al suo libro sul Corano afferma come non esistano edizioni critiche di molti testi relativi al Corano, dove naturalmente il riferimento era solo a pubblicazioni occidentali.

In questo caso, chiunque un giorno o l’altro voglia imbarcarsi nell’impresa di pubblicare una bibliografia del genere dovrà per forza far riferimento a un’opera turca (per inciso, l’IRCICA ha recentemente pubblicato un’altra bibliografia stupenda in o più volumi sulle edizioni del Corano e sui manoscritti del Corano).

 

 

 

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