Vita:istruzioni per l’uso

 

 

Ahmed Nàgi, Vita: istruzioni per l’uso. Trad. di Elisabetta Rossi e Fernanda Fischione. Con illustrazioni di Ayman Al Zorqani. Il Sirente, Fagnano Alto 2014.

Ho già scritto altrove che tenere in mano i libri de Il Sirente è un piacere, ma questo in particolare. La carta, i caratteri, i disegni, la cura con cui è stato confezionato già sono un piacere in sé anche senza aver letto il libro. Anche ben tradotto.

Il romanzo poi, mi è proprio piaciuto, a conferma del fatto che non bisogna fermarsi alla prima impressione su un autore. Rogers, infatti, non mi aveva detto gran ché. Qui, invece, Nàgi offre una storia surreale, che ciascuna lettrice/lettore può interpretare come meglio crede, ricca di rimandi, alcuni esplicitati, altri a discrezione di chi legge. Ciascuna/o di noi, così, può in qualche modo crearsi il proprio romanzo. Sicuramente distopico, ambientato sì al Cairo, ma i cui eventi potrebbero svolgersi in qualunque altro luogo.

Pensando alle vicissitudini di Nàgi dopo aver letto il testo – dico testo perché ormai il romanzo e anche l’antiromanzo non sono più in grado di rappresentare la letteratura araba contemporanea, potremmo dire che siamo in presenza di un nuovo genere letterario ibrido – il capitolo 6, che sarebbe all’origine dell’incarcerazione, mi sembra il più innocuo.

Nàgi, infatti, narra di un’esperienza personale e collettiva, incentrata sulle persone e i loro desideri e su come tali desideri diano luogo a determinate azioni. La narrazione è al passato e utilizza il presente in quelle parti di testo che sono dedicate al commentopersonale e/o alla valutazione, per fornire di senso quanto riportato.

Una contronarrazione che sfida visioni stereotipate di uomini e donne. Il romanzo, quindi, non esiste più: il testo narrativo è qualcosa che si inserisce nella società e ci informa che questo è sì un testo letterario la cui scrittura è durata un certo tempo – e anche leggerlo richiede un certo tempo – ma non è una semplice relazione di avvenimenti. Non è solamente una narrazione individuale: al suo interno sono presenti numerose voci, che tutte contribuiscono alla creazione del testo letterario.

Nel dipanarsi temporale il protagonista esperisce un percorso che lo porta a stare dentro ciò che accade in un’opera collettiva, nella quale l’autore è solamemente il portavoce, colui che, partendo da una geografia individuale riflette quella culturale del Cairo contemporaneo.

Da leggere.

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