A taste of Thyme

 

 

51n+nRY2xML._SY344_BO1,204,203,200_

 

 

 

 

 

 

 

 

Sami Zubaida & Richard Tapper, eds., A Taste of Thyme. Culinary Cultures of the Middle East, Tauris Parke Paperbacks, London New York 2000.

La cucina e la cultura alimentare è un argomento che mi interessa. Lungi dall’essere un argomento di serie B, l’interesse da parte degli studiosi di storia dell’Islam per la cultura alimentare è andato crescendo negli ultimi anni, sulla scia di alcuni studi pionieristici come quelli di Maxime Rodinson e A. J. Aberry. (1) In particolare, l’attenzione si è spostata dal periodo medievale a quello contemporaneo, (2) e dal Medio Oriente al Nord Africa, ampliando così lo spettro delle conoscenze in relazione alla cultura alimentare del mondo arabo musulmano. Alcuni studi hanno evidenziato la relazione tra alimentazione, dieta e salute e cultura. Dalla metà degli anni Trenta, inoltre, quando venne rinvenuto un manoscritto sulla cucina, (3) inoltre, altri manuali sono stati editi e in parte tradotti, contribuendo a una migliore conoscenza delle pratiche culinarie in sé, ma anche della relazione che il discorso intorno alla “cucina” aveva (e in parte ha) nel costruire un’identità arabo musulmana. (4)

Oltre a una sezione su ingredienti e ricette, il testo ha altre due sezioni interessanti. La prima si intitola “Food and the Social Order” e propone articoli sul rapporto tra genere e cibo, classe e cibo e, in una parola, tutto quello che sta ‘dietro’ un piatto. La seconda si intitola “The language of Food” e tratta degli aspetti simbolici. Qui, un bell’articolo di Sabry Hafez sul cibo come codice semiotico nella letteratura araba (pp. 257-280).

Da leggere.

 

 

(1) I saggi dei due autori sono ora raccolti in Maxime Rodinson, A.J. Arberry & Charles Perry, Medieval Arab Cookery, Prospect Books, Blackawton, Totnes 2006.

(2) Sul periodo medievale si veda David Waines, In a Caliph’s Kitchen. Medieval Arab Cooking for the Modern Gourmet, Riad El-Rayyes, London 1989 e, dello stesso autore, Patterns of Everyday Life, Ashgate Variorum, Burlington 2002.

(3) Il primo studioso a occuparsi di manuali di cucina e alimentazione fu il siriano Ḥabīb Zayyāt (1871-1954). Egli nell’introduzione all’edizione di un manoscritto di cucina, segnala di aver scoperto alla biblioteca Bodleiana di Oxford un altro manoscritto il Kitāb aṭ-ṭabīḫ di Ibn Sayyār al-Warrāq che verrà in seguito tradotto in inglese. Cfr. Nawal Nasrallah, , “The Historiography of Arab Cuisine: Issues and perspectives” in Kyri W. Clafin and Peter Scholliers, eds., Writing Food History: A Global Perspective, Berg, London New York 2012, pp. 140-162, p. 142.

(4) Peter Heine, Food Culture in the Near East, Middle East and North Africa, Greenwood Press, Westport Connecticut London, 2004, in particolare le pp. 1-18.

 

Questa voce è stata pubblicata in Cibo e letteratura e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.