Profumo di caffè e cardamomo

 

 

 

 

 

 

 

Badriya al-Bishr. 2015. Profumo di caffè e cardamomo. Roma: atmosphere libri.
(titolo originale: هند والعسكر)

Con una scrittura leggera Profumo di caffè e cardamomo segue il percorso di Hind, una donna saudita, dall’infanzia e fino al suo trasferimento in Canada per sfuggire all’ambiente familiare che la costringe e che, soprattutto, contrasta il suo desiderio di scrivere. La funzione terapeutica della scrittura è un motivo ricorrente nella letteratura scritta da donne nel mondo arabo – e non solo – spesso accompagnata dal divieto della famiglia o del marito a pubblicare per evitare di essere messi alla berlina dalla “gente”. Ma nel romanzo di al-Bishr il tutto si snoda direi quasi con leggerezza.

Le vicende narrate sono diverse e anche cupe per certi versi, ma l’autrice riesce a proporle con parole semplici e a offrire al contempo a chi legge un quadro della società saudita e della segregazione dei sessi su cui si fonda.

Nel romanzo ci sono tutti gli elementi che possono “piacere” al pubblico occidentale: un’infanzia non triste ma nemmeno spensierata, la figura potente di una madre severa perché incattivita dalla vita, un fratello che verrà attratto dal pensiero islamista, un altro primogenito che, sebbene la famiglia avesse investito su di lui decide di andarsene per sempre dalla casa familiare e Hind. Non a caso sulla quarta di copertina possiamo leggere “Le donne saudite ritrovano finalmente la voce”.

Profumo di caffè e cardamomo si apre e si chiude con una tazza di caffè, che funge in tal modo da attivatore per la narrazione, marca di passaggio verso una nuova prospettiva di vita (il “primo” caffè che Hind migrante sorseggia è quello sull’aereo che la porterà in Canada) e anche da filo conduttore del romanzo.

Insieme a una prossima uscita, sempre di un’autrice, Zaynab Hifni, è possibile leggere un’Arabia Saudita dal punto di vista di donne che scrivono.

 

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