L’italiano

 

 

 

 

 

 

 

Shukri al-Mabkhout. 2017. L’italiano. Roma: edizioni e/o

L’Italiano di Choukri Al.Mabkhout ha vinto il Booker Prize nel 2015. Scritto dal rettore della Manuba di Tunisi, racconta la Tunisia poco prima della caduta di Burghiba e della successiva ascesa al potere di Benali. In scena, nell’ambiente universitario, la sinistra tunisina, composta da giovani appassionati.

Come Zeina, la protagonista femminile. L’io narrante è al maschile, un amico di Zeina e Abd Ennaser, protagonista maschile e in qualche modo perno del romanzo. Egli, tuttavia, risulta piuttosto fragile, lacerato nella scissione fra sé e le sue radici (rappresentate dal fratello) e come vittima delle donne che lo circondano sin dall’infanzia, perlomeno nella visione di chi racconta la sotria. Un po’ un cliché.

La protagonista a un certo punto lascia la Tunisia per proseguire gli studi e si trasferisce in Francia ma non riuscirà a realizzare i suoi sogni. Sposa un francese, ma ci vien detto che ovviamente non è felice perché ha lasciato il giovane tunisino che, ovviamente, non si è più ripreso e non ha combinato niente nella vita, quasi fosse colpa della ragazza. C’è anche un sottile compiacimento per il “fallimento” della compagna.

All’inizio Zeina viene presentata come un’intelletuale indipendente, è un personaggio che attrae sicuramente: “Per me l’intellettuale è chi critica in maniera disinteressata. Critica tutto. Appicca il fuoco a tutto ciò che si muove. Mette in crisi facendo domande. Fa vacillare chi è al potere” (p. 68).

Verso la fine del romanzo però, quando si racconta del suo matrimonio con uno straniero, la sua vita viene descritta come suppostamente triste e il narratore conclude: “Se fosse rimasta con Abd Ennaser, le cose per lei sarebbero andate diversamente” (p. 305).

E’ evidente che si sta ragionando per metafore e che il testo vada letto al di là dei singoli personaggi, anche se la scelta avrebbe potuto essere un’altra e i ruoli trasposti…

Nel romanzo non ci sono personaggi positivi al 100%, il che corrisponde piuttosto bene alla realtà della vita e la Tunisia è messa in parallelo con la società occidentale, soprattuto nella figura del fratello emigrato e che ha avuto molto successo all’estero. Entrambi – la Tunsia e l'”Occidente” – ne escono perdenti.

L’autore ha annunciato un seguito al romanzo, che tuttavia non è ancora uscito.

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