Le donne del peccato

S. Al-Mogren, Le donne del peccato, Castelvecchi, Roma 2012. Traduzione di B. Teresi

Se, come sempre sostengo, la letteratura è politica, certamente questo romanzo lo è.

La trama di per sé non presenta nulla di originale in rapporto a romanzi provenienti dal mondo arabo: una giovane donna si innamora e decide di vivere il proprio amore e la propria sessualità liberamente in una società – quella saudita – dove questo è proibito. E ha ovviamente un epilogo triste, forse non tanto per quanto accade alla protagonista, quanto per l’incapacità del protagonista maschile di battersi per i diritti delle donne.

Il romanzo, tuttavia, descrive la situazione carceraria delle donne e offre uno squarcio – seppur limitato – sul modo di vivere nella penisola ed è per questo un romanzo di denuncia, oltre a costituire un’apertura verso la conoscenza della produzione narrativa di questo paese. Scritto in modo semplice, è l’opera di un’autrice che si batte per i diritti delle detenute nel suo paese.

Resta il fatto che sono stufa di comprare libri con sempre la stessa monotona copertina, di qualunque cosa trattino.

 

 

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