Daesh, ISIS, ISIL, IS

Mi è capitato di leggere una sorta di articolo dal titolo “Perché alcuni chiamano l’ISIS Daesh?’ pubblicato il 15 novembre 2015 (qui). Dato che non mi era chiaro quello che avevo letto, sono andata a cercarmi l’originale, pubblicato il 19 febbraio 2015 e di cui detto articolo è la traduzione-riassunto (potete leggerlo qui).

Alice Guthrie, l’autrice, sostiene in questo articolo che, anziché utilizzare le siglie ISIS o ISIL (preferita dagli americani) sarebbe meglio che anche il mondo anglofono cominciasse a usare Daesh, perché questo irrita lo stato islamico. In effetti, la sigla, dal punto di vista di quest’ultimo è riduttiva, poiché fa riferimento a una zona che, se pur vasta, è limitata, mentre IS, stato islamico, ha una prospettiva globale. Ad-dawla è una e unica. Mi resta comunque da capire perché Daesh sia più spregiativo di ISIS, visto che sono l’acronimo della stessa sigla.

Ma Guthrie mi viene in aiuto, spiegando che in arabo le sigle e gli acronimi non piacciono e che l’attivista siriano che ha inventato questo (Daesh) ha dovuto spiegare, a una platea di “shocked fellow activists” che anche Fatah è un acronimo. Che si usino poco è anche vero, ma che siano rimasti “shocked”… insomma.

Daesh somiglia poi a daes (con sìn anziché shìn) che significa “che calpesta, che schiaccia” e anche questo irrita lo stato islamico, quindi, giusto per irritarli, meglio usare Daesh piuttosto che ISIS.

La questione è talmente seria che Francisco Martinez, Segretario per la sicurezza dello stato spagnolo, nel novmebre del 2014 ha tenuto un discorso chiedendo alla stampa di usare il vocabolo daesh e spiegando la sommiglianza fra daesh e daes. Questa cosa non finisce di piacermi. Voglio dire, mi sembra un’interpretazione locale, piuttosto che un collegamento immediato fatto dalla lettrice e dal lettore medio arabo quando leggono daesh.

Ancora, secondo fonti di Guthrie, sentendo Daesh, nella mente di un arabo si crea una connessione con la giahiliyya,  a motivo che “both shape of the word and combination of letters in it are redolent [che bella parola!] of words from al-jahiliyya” e , ovviamente, lo stato islamico non vuole per nulla essere associato a questo periodo. Dobbiamo dunque sempre usare Daesh.

Quet’ultimo passaggio non mi è molto chiaro. Cosa significa, che dà’ish è un fa’il come giàhil? Forse che poiché non hanno né legittimazione politica né religiosa nel mondo arabo, rappresentano un passo indietro culturalmente e, quindi, un ritorno alla giahiliyya, questo sì…

In ogni caso resto perplessa da questo modo di generalizzare le interpretazioni.

 

 

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