Chants bédouines de l’Oranie

A. A. Dellai, Chants bédouins de l’Oranie, ENAG Editions, Alger 2006

Nella recente pubblicazione Histoire de la littérature arabe moderne a cura di B. Hallaq e H. Toelle, notavo che improvvisamente gli studiosi si sono accorti che esiste il malhùn e hanno deciso che è un tipo di testo e di espressione culturale che vale la pena studiare.

La serie di volumi pubblicata da ENAG di Algeri, allora, costituisce un repertorio interessante – oltre a questo volume ne sono usciti uno sui canti della Casba, sulle canzoni che fanno riferimento al genere al-giadd wa-l-hazl e altri su altre zone dell’Algeria, tutti, tra l’altro, in una bella edizione con il testo arabo riportato e la traduzione francese che molto aiuta nella comprensione della lingua dialettale e non moderna.

Se c’è una regione in Algeria nella quale il malhùn ha prodotto testi importanti, questa è senza dubbio la zona di Orano e dintorni.

Interessante poiché testimonia della reciproca influenza fra arabi e berberi (i berberi sono influenzati dalla lingua araba e gli arabi dalla cultura berbera); la sintesi fra queste due culture, ci dice Dellai, ha dato vita al malhùn di cui si tratta nel volume.

La poesia è, ovviamente, l’elemento centrale di questo genere di canto nel quale l’abilità dell’esecutore vocale e dell’ensemble musicale consiste nel metterne in risalto il valore testuale.

I testi fanno riferimento ad argomenti diversi: il mi’raj del Profeta, storie relative ai Suoi compagni, la poesia divinatoria, il canto lirico, dove si ritrova il canto erotico, la canzone bacchica e quella di guerra.

L’opera di Dellai che, come detto, si dedica alla raccolta di canti orali, è senza dubbio meritoria perché contribuisce in modo fondamentale alla costituzione di un corpus della poesia popolare algerina, che, purtroppo sta scomparendo, soppiantata da altre forme di espressione musicale. Essa costituisce un insieme di valore culturale ma anche storico per le canzoni specifiche che sono state scritte in momenti particolari della storia del paese e un lascito dei cantori.

La raccolta di testi fa parte di un progetto del CRASC (Centro Ricerche in Antropologia Sociale e Culturale) dell’Università di Orano dal titolo “Il patrimonio culturale”.

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